Il fisioterapista pediatrico si occupa della “gestione” dei disturbi funzionali in età evolutiva nelle aree che riguardano il sistema muscoloscheletrico, il sistema cardiopolmonare, il sistema nervoso centrale e periferico e le patologie funzionali multisistemiche.

Per età pediatrica si intende solitamente da 0 a 18 anni, quindi la fisioterapia in pediatria si rivolge a neonati e lattanti (0-12 mesi), alla prima infanzia (1-5 anni), alla seconda infanzia (6-10 anni) e all’adolescenza (11-18 anni).

Il trattamento fisioterapico in pediatria è costituito da interventi diretti, ovvero manovre e tecniche manuali e interventi indiretti come modifiche ambientali, utilizzo di ausili o ortesi, formazione del caregiver.

Per ogni bambino il fisioterapista effettua una valutazione a partire dell’apparato muscoloscheletrico e cardiorespiratorio correlandole con la valutazione dello sviluppo neuromotorio nelle varie fasi.

In un secondo momento si procede alla stesura di un progetto riabilitativo strutturato secondo obiettivi realisticamente raggiungibili, sulla base di evidenze scientifiche e nel rispetto dello stile di accudimento della famiglia.

Il fisioterapista inoltre si impegna nella promozione della salute, tramite interventi anticipatori che mirano a scongiurare ritardi motori, vizi di postura e traumi accidentali.

L’obiettivo finale della fisioterapia in pediatria è raggiungere il massimo livello di autonomia e indipendenza del bambino, attraverso la risoluzione del problema, sia esso ortopedico o di altra natura, la costruzione delle funzioni adattive e, qualora sia necessario, l’adozione di protesi e/o ausili e gli adattamenti ambientali adeguati per ciascun bambino.

In cosa consiste

– Valutazione, stesura di progetti terapeutici individuali e trattamento nelle principali patologie nel neonato, bambino e ragazzo.

Eccone alcune delle problematiche maggiormente trattate:

Torcicollo posturale e torcicollo miogeno congenito,

Plagiocefalia e asimmetrie craniche,

Anomalie posturali, dei piedi e della marcia, piede torto congenito, metatarso varo, sindrome pronatoria, talo valgo,

Malformazioni congenite degli arti superiori,

Displasia congenita dell’anca, bacino obliquo asimmetrico, scoliosi, cifosi, ecc.);

Lussazioni, fratture, tendiniti, etc.

Patologie neuromotorie;

Sindromi genetiche e metaboliche;

Neonati e bambini con lesione ostetrica o del plesso brachiale;

Bambini e ragazzi con malattie reumatologiche (artrite idiopatica giovanile, etc);

Problematiche respiratorie.

Il mio approccio

Attraverso un’approfondita trattazione teorica associata alla pratica delle tecniche manuali, mi sono formata in Francia e svolgo tale attività ormai da alcuni anni. Considerando le varie fasi dello sviluppo fisiologico del neonato e del bambino e sulla base delle conoscenze dell’anatomia e della biomeccanica, tratto le varie disfunzioni di più frequente riscontro durante i primi anni di vita, quali plagiocefalie, torcicollo, reflusso, coliche, otiti… tutto ciò che essere può essere trattato manualmente.

Non seguo nessun protocollo prestabilito, adatto la terapia al piccolo paziente in modo analitico e olistico, cerco di riequilibrare tutti i sistemi necessari per il corretto funzionamento dell’organismo al fine di garantire una crescita “ideale”.

Il bambino è una creatura differente dall’adulto, non è un adulto in miniatura, quindi necessita di un approccio differente e di un trattamento su misura, nel rispetto dei suoi tempi e della sua naturale evoluzione. Nel neonato la terapia manuale può essere utile in problematiche conseguenti a un malposizionamento fetale, a varie tipologie di parto cesareo, podalico e in generale come controllo post-natale.

Anche nel caso di fastidi fisiologici nel neonato, come reflusso, coliche e stipsi, è utile per dare sollievo al bebè ed attenuare i sintomi. Può essere usata anche per aiutare il rilassamento in neonati con difficoltà nell’addormentamento. Nel bambino più grande si presentano disturbi di altra natura, rinofaringiti e otiti ricorrenti o problematiche di tipo ortopedico. La terapia manuale lavora sul terreno su cui si sviluppano le problematiche del rinofaringe e dell’orecchio, favorendo l’apertura e il drenaggio dei seni in cui tende ad accumularsi il muco. In generale tutti i neonati hanno subito il trauma del passaggio attraverso il canale uterino e l’accomodamento delle ossa craniche, nonché la torsione in uscita. Tutti siamo stati, soprattutto l’ultimo mese di gravidanza, in posizioni anomale o comunque rannicchiati all’interno dell’utero.

E’ quindi consigliabile a tutti i nuovi nati un controllo fisioterapico dopo il primo mese di vita, per correggere in maniera dolce eventuali problemi conseguenti al parto o alla posizione in utero.  In particolare, quando siamo di fronte a situazioni di questo tipo:

  • Bambino grosso (rischio di atteggiamenti viziati già in utero)
  • Parto problematico
  • Espulsione di fronte, di bregma, trasversale (plagiocefalia, torcicollo, etc.)
  • Bambino podalico (problemi del bacino)
  • Uso di strumenti (forcipe, ventosa)
  • Lunga durata del parto (eccessive sollecitazioni)
  • Parto gemellare
  • Cesareo
Dott.ssa ILARIA MILANI, Fisioterapista